Speciale Carnevale: le attività storiche che firmano i migliori fritti

Speciale di Carnevale: le attività storiche che firmano i migliori fritti

A Carnevale ogni anno la ricerca del fritto perfetto diventa un rito irrinunciabile. Dalle storiche pasticcerie del centro ai laboratori artigianali che guardano il mare, alcune realtà sono diventate vere custodi di ricette tramandate con rigore. Fra frappe croccanti come ostie e castagnole morbide dal cuore profumato, queste eccellenze firmano l’autentico gusto della tradizione carnevalesca laziale. Scopriamo insieme gli indirizzi iconici dove l’arte della frittura eleva il dolce a simbolo di un’intera cultura gastronomica.

Pasticceria Simona: frappe e castagnole, l’oro di Ostia tra tradizione ed interminabili file

Esistono luoghi che non sono solo attività commerciali, ma veri e propri custodi della memoria collettiva di un territorio. A Ostia, in viale delle Repubbliche Marinare 50, c’è un’insegna che da decenni scandisce il ritmo delle stagioni e dei desideri dei golosi: la Pasticceria Simona. Una storia fatta di farina, sacrifici e una passione che ha saputo attraversare le generazioni, trasformandosi senza mai perdere la propria anima artigianale.

Dal 1982 all’era del Carnevale alla rinascita post-covid

La storia inizia nel 1982, quando Lorenzo Russomanno e un socio decidono di dare vita a un laboratorio che fosse un punto di riferimento per l’intero litorale romano. Per oltre vent’anni, fino al 2004, la pasticceria ha operato a pieno regime: un’offerta completa che spaziava dal gelato artigianale alle torte monumentali, passando per la pasticceria e i dolci delle festività. Con l’avvento dell’euro e il mutare delle dinamiche di mercato, la famiglia Russomanno prese una decisione coraggiosa e controcorrente: invece di restare aperti tutto l’anno, concentrare le proprie forze nel periodo di massima richiesta, quello di Carnevale. La fama delle loro frappe e castagnole era diventata tale da giustificare un’apertura stagionale dedicata quasi esclusivamente alla produzione di questi tesori fritti. Questa formula è rimasta invariata fino al 2019, anno in cui papà Antonio ha raggiunto il meritato traguardo della pensione. Il 2020 doveva essere l’anno del passaggio di consegne, ma la pandemia ha rimescolato le carte. L’attività è rimasta chiusa forzatamente, rischiando di diventare un ricordo sbiadito. Ma nel 2021, la scintilla si è riaccesa grazie al coraggio della gioventù di Rocco Russomanno, il figlio di Antonio. Reduce da studi alberghieri e diversi corsi di specializzazione in pasticceria, Rocco ha sentito il richiamo del laboratorio, nonostante la giovane età. Ha ripreso l’attività partendo da ciò che i clienti amavano di più: i due mesi di Carnevale. Ma la sua visione andava oltre. Rocco voleva riportare la Pasticceria Simona ai fasti di un tempo, riaprendola 12 mesi l’anno. Non è stato facile. Dopo anni di apertura stagionale e il lungo stop della pandemia, molti clienti avevano perso quell’abitudine. “È stata dura far capire alla gente che eravamo tornati stabilmente” racconta Rocco. Ricostruire una routine quotidiana richiede tempo, ma la qualità è stata il miglior biglietto da visita. Oggi, la gente di Ostia sa che Simona è aperta sempre, mentre per il periodo di Carnevale — iniziato quest’anno il 17 gennaio 2026 — la clientela continua ad arrivare da tutta Roma e provincia, pronta a mettersi in fila per chilometri.

Il Trionfo del Carnevale: Frappe e Castagnole

​Sebbene la pasticceria oggi sia attiva e amata tutto l’anno, è con l’arrivo del Carnevale che Simona diventa il centro gravitazionale del litorale. La fila che si snoda sul marciapiede è ormai parte del paesaggio urbano di Ostia, una processione di fedeli in attesa del loro vassoio di “oro fritto”.

Le frappe di Simona sono celebri per la loro sfoglia sottilissima e friabile e la loro a leggerezza impalpabile. La tecnica di lavorazione permette di ottenere quelle caratteristiche bolle in superficie che testimoniano una frittura magistrale in olio pulitissimo. Che siano classiche, ricoperte di zucchero a velo o bagnate nel cioccolato, rappresentano l’archetipo della frappa romana: croccanti, asciutte e capaci di sciogliersi in bocca senza lasciare alcuna traccia di untuosità.

​Le castagnole, invece, sono l’apoteosi della morbidezza. La Pasticceria Simona propone diverse varianti che sono diventate leggendarie: le classiche: piccole perle dorate rotolate nello zucchero e ​alla crema: farcite con una crema pasticcera vellutata che non copre, ma esalta l’impasto.

Il segreto del successo: ingredienti nobili e mano artigiana

Perché la gente è disposta ad aspettare ore per un vassoio di dolci? La risposta risiede nella filosofia produttiva di Rocco. Le frappe della Pasticceria Simona sono un prodotto unico, pensato anche per chi ha esigenze alimentari specifiche: sono infatti senza lattosio.

Gli ingredienti sono pochi e di altissima qualità: farina, uova, zucchero, sale, aromi naturali e margarina vegetale. Niente di più. Ma è la “mano” del pasticcere a fare la differenza. La lavorazione richiede una sapienza antica, un’attenzione al dettaglio che i competitor industriali non possono replicare. Le frappe e le castagnole vengono poi fritte in abbondante olio di arachidi, garantendo una croccantezza e una leggerezza senza eguali. La particolarità risiede nell’equilibrio degli aromi: un sapiente uso di agrumi e liquori che conferisce all’impasto quel sapore antico e rassicurante che sa di casa e di festa.

Nel piccolo laboratorio di viale delle Repubbliche Marinare, la produzione è frenetica e continua. Eppure, c’è una regola ferrea: non si accettano prenotazioni. Dalle 15:00 alle 19:00, l’orario di punta, oltre 100 persone al giorno si mettono pazientemente in fila. L’attesa è parte del rito: dalla vetrina traboccante di dolci si gode di una visione celestiale che prepara il palato all’assaggio.

Passione, social e tradizione

Il nome “Simona” è un omaggio alla primogenita della famiglia, la sorella di Rocco, a testimonianza di quanto il legame familiare sia il motore di tutto. Rocco incarna il volto della nuova pasticceria italiana: un giovane che ha scelto il sacrificio del laboratorio rispetto ai divertimenti facili. “Un lavoro fatto con passione non lo si intende mai come tale,” spiega Rocco. “I sacrifici non pesano se ami quello che fai.”

Questa energia giovane si riflette anche nella comunicazione. La Pasticceria Simona è molto attiva su Instagram e Facebook, dove reel e foto mostrano il dietro le quinte della produzione e il successo travolgente di pubblico. I social sono diventati la vetrina moderna per un mestiere antico, permettendo di mostrare non solo il prodotto finito, ma l’impegno costante che c’è dietro ogni singola castagnola.

Oltre il Carnevale: la pasticceria

Se Carnevale è il momento del “delirio” collettivo, la Pasticceria Simona accompagna i suoi clienti tutto l’anno seguendo il calendario delle tradizioni laziali. Dagli iconici e soffici Bignè di San Giuseppe, ai Panettoni artigianali per il Natale, alle raffinatissime Mont Blanc. I giornalieri lievitati, come il cornetto che qui è un rito mattutino imprescindibile per chi vive il mare d’inverno o l’estate frenetica. Poi ancora un occhio alla pasticceria fuori regione come i pasticciotti leccesi e i cannoli siciliani, , dove la freschezza della ricotta e della crema è un dogma. La precisione quasi architettonica che si ritrova nelle crostatine di frutta e in generale tutti i mignon; infine dalle millefoglie croccanti alle torte da cerimonia, ogni creazione è un equilibrio perfetto tra estetica e sapore. Ogni stagione e ogni palato hanno il suo dolce simbolo, creato sempre con quella cura che solo un proprietario appassionato può garantire.

In un’epoca di prodotti standardizzati, la storia di Rocco e della Pasticceria Simona è un inno all’artigianalità. È la prova che la passione, unita al rispetto per le proprie radici, può vincere le sfide del tempo e della crisi. Se passate per Ostia, seguite il profumo di zucchero: vi porterà dritti verso un’esperienza che merita ogni minuto di attesa. Chi compra un vassoio di dolci qui, non porta a casa solo del cibo, ma un pezzetto di storia di Ostia.

Pasticceria Simona

Indirizzo: Viale delle Repubbliche Marinare, 50 – 00121 Ostia Lido (RM)

Telefono: +39 06 567 3341

Facebook: Pasticceria Simona

Instagram: @pasticceria_simona_ostia

Bar Pasticceria Rustichelli: un’eredità di dolcezza che profuma di Carnevale

C’è un profumo particolare che avvolge Via Giorgio Giorgis a Fiumicino quando l’inverno inizia a cedere il passo alla primavera. È l’odore dello zucchero a velo che danza nell’aria, del burro fuso e della scorza d’arancia: è il segnale inequivocabile che da Rustichelli è arrivato il Carnevale. Entrare in questa pasticceria non significa solo concedersi un peccato di gola, ma immergersi in una storia che dura da oltre sessant’anni, fatta di famiglia, rigore e un amore viscerale per l’arte bianca.

Una storia nata da una ciambella…e tanta passione

Tutto ebbe inizio il 1° maggio 1961. La storia narra che quel primo giorno di apertura, il nonno di Andrea avesse pronti solo pochi pezzi: una produzione quasi timida di ciambelle e qualche caramella. Da quel piccolo seme è germogliato un impero del gusto. Dopo i nonni Raffaele e Rosa, sono stati i genitori di Andrea, Sergio e Nadia, a trasformare la bottega iniziale in una vera e propria pasticceria d’eccellenza.

Oggi al timone c’è Andrea Rustichelli, 55 anni e una vita passata tra farina e sac-à-poche. Andrea non è solo il proprietario, è l’anima pulsante del laboratorio. Dopo aver iniziato a “curiosare” in bottega da bambino, a 14 anni ha intrapreso un viaggio formativo nelle migliori pasticcerie di Roma, per poi perfezionarsi alla prestigiosa scuola Arte Dolce di Rimini. Una filosofia di aggiornamento continuo che ha coinvolto tutto lo staff, composto da veterani (uno dei quali presente da ben 44 anni!) e giovani talenti cresciuti internamente dopo stage formativi.

Il segreto del successo? La presenza costante della famiglia. Sergio, a 84 anni, si occupa ancora dell’apertura ogni mattina, mentre mamma Nadia accoglie i clienti alla cassa. Come dice Andrea:“Il brutto e il bello di questo lavoro è che se hai la fortuna di farlo con piacere diventa vita”.

Carnevale da Rustichelli: Frappe e Castagnole da sogno

Rustichelli è senza dubbio celebre tutto l’anno per i suoi cornetti leggendari, la Torta Nicolina (una rivisitazione moderna della torta della nonna con biscotto al limone, crema alla vaniglia, caramello e pinoli) e tanti altri prodotti da forno, ma anche durante il Carnevale la maestria della squadra raggiunge vette altissime.

Le frappe di Rustichelli, sono un capolavoro di ingegneria dolciaria. La sfoglia, tirata magistralmente, risulta friabile e leggera, mai unta. Anche qui troviamo ovviamente le classiche, le ricoperte di zucchero a velo o miele e poi le declinate nelle varianti più golose (come quelle bagnate nel cioccolato fondente), mantengono quella croccantezza che le rende irresistibili. E poi le castagnole, piccoli e morbidi scrigni con ripieni esplosivi. Le sovrane della morbidezza. Da Rustichelli la castagnola classica è un morso soffice che profuma di aromi naturali, ma è nelle versioni ripiene che avviene la magia: le castagnole con crema pasticcera: vellutate e dal colore giallo intenso, preparate secondo la ricetta tradizionale; poi con la ricotta: per chi cerca un gusto più delicato e tipicamente laziale; infine con cioccolato o pistacchio: per i palati che non rinunciano mai alla modernità. Ogni pezzo viene controllato meticolosamente. La costanza di Andrea nel monitorare ogni minimo dettaglio della produzione è ciò che ha permesso a questo locale di mantenere standard altissimi per decenni.

Un futuro che guarda oltre i confini

Oggi il marchio Rustichelli si è espanso, rimanendo però fedele alle sue radici a Fiumicino. Oltre allo storico locale di Via Giorgio Giorgis, 25, la famiglia ha raddoppiato le energie con Sergio’s, by Rustichelli, un locale su via Trincea delle Frasche, gestito dal figlio di Andrea, dedicato esclusivamente alle colazioni d’autore, nato proprio da un’idea del nonno Sergio che ne porta il nome. E poi nel centro storico, in via Torre Clementina un punto di riferimento che unisce la pasticceria d’eccellenza a una raffinata proposta di aperitivi.

Ma la notizia che sta facendo fremere gli appassionati è un’altra: Rustichelli si prepara a superare i confini della regione Lazio. Le “meraviglie” di Andrea e del suo staff potrebbero presto approdare in nuove piazze, portando con sé quel mix unico di tradizione familiare e innovazione tecnica.

Che sia per un cornetto all’alba, una fetta di Torta Nicolina o un vassoio stracolmo di frappe e castagnole, una sosta da Rustichelli rimane un rito obbligatorio per chiunque ami l’alta pasticceria artigianale.

Bar Pasticceria Rustichelli

Indirizzo: Via Giorgio Giorgis, 25 – 00054 Fiumicino (RM)

Telefono: 06 6522645

WhatsApp (per ordini e consegne): 339 8150856

Email: info@barrustichelli.it

Sito Web: www.barrustichelli.it

Facebook: Bar Rustichelli

Instagram: @barrustichelli

Pasticceria D’Antoni dal 1974: tra eredità e visione futura

Roma è una città che non si accontenta facilmente, specialmente quando si parla di cibo. Eppure, nel tessuto urbano del quartiere Collatino, c’è un’insegna che riesce a mettere d’accordo tutti, dai nostalgici dei sapori di una volta ai moderni food blogger a caccia dell’ultima tendenza: la Pasticceria D’Antoni. Dal 1974, questo presidio del gusto non ha mai smesso di brillare, ma è nel presente che sta vivendo una vera e propria età dell’oro, spinta da una terza generazione che sa guardare al futuro senza dimenticare il profumo della farina sulle mani dei nonni.

Il carnevale secondo D’Antoni: l’arte della sfoglia e degli aromi

Febbraio a Roma ha un solo sapore: quello del fritto fatto a regola d’arte. In questo periodo, il laboratorio di via Dino Penazzato si trasforma in una fucina di delizie carnevalesche dove la tecnica eleva il prodotto popolare a opera d’arte. Le frappe firmate D’Antoni non sono semplici dolci, ma un’ode croccante alla romanità più autentica. Ogni sfoglia è sottile come un sospiro, un velo di pasta lavorato con una maestria che sfida la trasparenza. Quando incontrano l’olio, queste delicate lamine d’impasto prendono vita: la temperatura perfetta innesca una metamorfosi, creando quelle bolle d’aria simili a piccoli scrigni di friabilità, che esplodono al primo morso. È proprio questa architettura di vuoti e pieni a sancire il marchio dell’eccellenza artigiana. Poi il tocco finale: grazie a un’asciugatura rigorosa che bandisce ogni traccia di unto, la frappa conserva una leggerezza eterea, diventa una nuvola d’oro. Infine, una nevicata di zucchero a velo le avvolge ma non per nasconderle, bensì per esaltare le note nobili del burro e il profumo profondo della vaniglia.

Le altre protagoniste indiscusse sono le Castagnole. Dimenticate le versioni asciutte e pesanti: qui la castagnola è sinonimo di morbidezza e sofficità in assoluto. La proposta è variegata e studiata nei minimi dettagli. Per chi ama i sapori decisi, le castagnole con ricotta e cacao offrono un contrasto avvolgente, mentre le versioni farcite con crema e liquore Strega richiamano quell’aroma inconfondibile e un po’ retrò che fa parte del DNA dolciario italiano.

Non da meno sono i Bignè ripieni, disponibili in formato mignon o grande. La loro particolarità risiede nella consistenza della pasta choux, leggera e ariosa, capace di accogliere creme vellutate e setose al palato. È una sfida alla bilancia a cui è impossibile sottrarsi.

Andrea D’Antoni: Premio Roma Eccelle under 35 lievitati ( anche special )

Se la tradizione è il cuore, l’innovazione è il motore. Oggi, il nome di Andrea D’Antoni risuona con forza nelle classifiche di settore, essendo riconosciuto come il miglior lievitista del Lazio under 35. Un titolo che non arriva per caso, ma è il frutto di uno studio ossessivo sulla gestione del lievito madre dei suoi meravigliosi panettoni ( che a Pasqua si tramuteranno in colombe) e sulla selezione delle materie prime. Questa maestria ha dato vita, proprio in occasione di San Valentino, a un progetto che ha letteralmente infiammato i social media. In collaborazione con Fattoria Latte Sano, eccellenza del territorio laziale, D’Antoni ha realizzato un croissant speciale che è diventato un fenomeno virale tra i blogger. Una sfoglia croccante e burrosa a forma di scrigni che racchiude un cuore al mascarpone e lamponi: un connubio di golosità e freschezza che rappresenta la perfetta sintesi della nuova pasticceria d’autore.

Una storia di famiglia in piena espansione

Quella dei D’Antoni è la storia di una dinastia dell’eccellenza. Nata dall’intuizione dei fratelli Otello e Luigi, l’attività ha saputo rinnovarsi attraverso tre generazioni. Ogni passaggio di testimone non ha significato una perdita di identità, ma un arricchimento di competenze. Oggi l’azienda si trova in una fase estremamente dinamica. Il brand D’Antoni non è più solo una pasticceria di quartiere, ma un marchio di qualità riconosciuto a livello nazionale. I premi già assegnati, come la celebre “Torta” della guida del Gambero Rosso e i podi vari, sono solo le tappe di un percorso che punta ancora più in alto.

Progetti futuri e visione

Nonostante il successo consolidato, la famiglia D’Antoni non si ferma. Le voci parlano di una fase di espansione del brand e di numerosi nuovi progetti in cantiere. Sebbene su molti di questi viga ancora il massimo riserbo (“segreti di laboratorio” di cui non si può ancora parlare ufficialmente) è chiaro che l’obiettivo sia quello di portare l’esperienza D’Antoni oltre, mantenendo tuttavia quell’approccio artigianale che ha reso storica l’insegna.

In un mondo della gastronomia che spesso preferisce l’apparenza alla sostanza, la Pasticceria D’Antoni resta un punto fermo. È il luogo dove la fragranza di una frappa appena fritta convive con la precisione millimetrica di un lievitato d’avanguardia. Che sia per un vassoio di dolci di Carnevale o per un croissant che sta facendo impazzire il web, una visita da D’Antoni non è solo una pausa golosa, ma un viaggio nell’eccellenza romana.

Pasticceria D’Antoni

Via Dino Penazzato, 83/H – 00177 Roma (Zona Collatino)

Telefono: +39 06 2593441

Sito Web: www.pasticceriadantoni.it

Instagram: @pasticceriadantoni

Facebook: Pasticceria D’Antoni dal 1974


L’Arte del Gusto, dove il Carnevale veliterno ha il sapore della tipicità

A Velletri, città adagiata sui colli vulcanici che guardano l’Agro Pontino, la cucina non è solo nutrimento, ma un rito collettivo. Tra i vicoli e le strade principali, c’è un luogo dove questo rito si trasforma in pura eccellenza artigiana: la pasticceria Arte del Gusto, un laboratorio guidato dalla maestria di Elvio Donatone. Se oggi questo indirizzo è meta di pellegrinaggio per gli amanti dei lievitati e della pasticceria fine, il merito va a un percorso iniziato lontano, tra le montagne del Molise, e consolidatosi nel tempo grazie a un mix raro di umiltà artigiana e ambizione internazionale.

Dalle origini molisane al sogno di Velletri

La storia di Elvio Donatone inizia a Trivento, in Molise. È qui che, ancora bambino, Elvio scopre la magia della trasformazione accanto a sua madre, osservando come uova, zucchero e latte possano diventare conforto e festa. Quella curiosità infantile si trasforma presto in vocazione. All’età di soli 13 anni, nel 1976, Elvio lascia la sua terra per trasferirsi a Velletri, raggiungendo i fratelli maggiori già esperti del mestiere. È in questi anni che “ruba con gli occhi” i segreti del laboratorio, imparando la disciplina del forno e la gerarchia della produzione. Tuttavia, Elvio non si accontenta della sola pratica, la sua sete di conoscenza lo spinge a frequentare corsi prestigiosi e a specializzarsi costantemente. Il coronamento di questo lungo apprendistato arriva nel 2001, quando realizza il grande sogno: aprire la propria pasticceria, Arte del Dolce. Un nome che è una dichiarazione d’intenti: qui il dolce non si mangia soltanto, si ammira.

Oggi l’attività conta uno staff di 8 persone, ma il cuore pulsante resta la famiglia. Accanto ad Elvio troviamo la sua compagna e la figlia Elena. Quest’ultima, cresciuta respirando l’odore di burro e lievito, fin da piccola sbirciava il lavoro del papà, mettendo le sue prime “mani in pasta”. Dopo un percorso di studi specializzati ed esperienze esterne con altri chef pasticceri, è tornata alla base per affiancare Elvio, portando nuova linfa e contribuendo alla ricerca continua che caratterizza il laboratorio.

In questo periodo di Carnevale, la “stagione dei peccati di gola” viene celebrata con una maestria che fonde il rispetto per le ricette della nonna con la precisione della tecnica moderna.

Le Frappe, un inno alla leggerezza e le Castagnole, il trionfo della tipicità

La frappa firmata Arte del Dolce è prodotta in varianti che spaziano dalla classica spolverata di zucchero a velo fino alle declinazioni più golose al cioccolato o al pistacchio, la frappa di questa pasticceria si distingue per un elemento fondamentale: la consistenza. La sfoglia viene tirata sottilissima, quasi trasparente, per poi essere immersa in olio a temperatura controllata. Il risultato? Una frappa che “scrocchia” al primo morso, svanendo quasi immediatamente in bocca senza lasciare alcuna traccia di pesantezza. La caratteristica bollatura che ricopre la superficie è il certificato di garanzia di una lievitazione e di una frittura eseguite con rigore scientifico.

Ma il vero “culto” sono loro: le castagnole, dette le pepite di Velletri. Se le frappe sono l’eleganza, le castagnole sono il cuore pulsante del Carnevale veliterno. A Roma la castagnola è spesso intesa come una pallina di pasta fritta riempita di crema o cosparsa di zucchero, qui — e soprattutto nel laboratorio di Elvio — la musica cambia. La castagnola non è un semplice pezzetto di pasta fritta, ma si tratta di chicche dorate, soffici e incredibilmente “felici” (come ama definirle chi le assaggia), che ricordano nella forma uno struffolo napoletano ma in una dimensione più generosa. La particolarità risiede nella glassatura al miele, un richiamo alla tradizione rurale, che dona una lucentezza ambrata e una persistenza aromatica unica. È un prodotto raro da trovare nella Capitale, una vera esclusiva che Elvio difende con orgoglio, portando in ogni casa un pezzo di storia locale trattato con tecniche moderne. La ricetta, custodita con orgoglio, permette di ottenere delle sfere dalla texture sorprendente: croccanti fuori e incredibilmente soffici all’interno. Sono poi le varianti che fanno la differenza. Mentre la versione classica, rotolata nello zucchero semolato, resta la preferita dei puristi, la pasticceria ha saputo innovare senza snaturare la tradizione. Le castagnole vengono proposte con diversi ripieni che ne esaltano il carattere: con crema Pasticcera, con ricotta, e poi con cioccolato e pistacchio, per chi cerca un’esperienza più contemporanea e intensa.

Il segreto del successo risiede nella qualità delle materie prime: uova fresche, farine selezionate e un uso sapiente degli aromi naturali (scorza d’arancia e liquori profumati) che rendono ogni morso un viaggio nei ricordi d’infanzia.

Arte e scienza: la tecnica della sabbiatura

Elvio non è un pasticcere che si ferma alla consuetudine. La sua passione per la scuola francese, dalla cioccolateria alla pasticceria moderna, lo ha portato a perfezionare ricette tecniche di alto livello. Un esempio è la sua pasta frolla personalizzata, creata con un mix di farine di mandorle e riso per garantire una friabilità superiore e una nota aromatica distintiva. Per realizzarla, Elvio utilizza la tecnica della sabbiatura: un processo lento che permette allo zucchero di caramellizzare dolcemente, regalando una struttura che è firma inconfondibile della casa.

Collaborazioni maestrali

Oggi l’impegno verso l’eccellenza è testimoniato dalla collaborazione con l’Accademia Maestri del Lievito Madre, un’istituzione nazionale che certifica la qualità dei grandi lievitati. Non è un caso che i panettoni e le colombe di Elvio viaggino ormai in tutta Italia: la ricerca attiva sugli ingredienti e sulle fermentazioni ha reso i suoi prodotti dei veri “ambasciatori” dei Castelli Romani.

Oltre ai dolci di Carnevale e i grandi lievitati stagionali, la produzione consta anche della pasticceria secca, ma è in questi mesi invernali che l’anima del laboratorio si rivela appieno, trasformando farina e zucchero in allegria commestibile. Perché andare in questa pasticceria? Perché qui non significa solo comprare un vassoio di dolci, ma partecipare a un pezzo di cultura veliterna e incontrare una famiglia che ha fatto della pasticceria la propria forma d’arte più alta. Dove fermarsi per un caffè veloce arricchito da una piccola “pepita felice” ovvero le castagnola omaggio, segno di un’ospitalità che non passa mai di moda.

Pasticceria Arte del Gusto

Sede Principale: Corso della Repubblica, 26, 00049 Velletri (RM)

Altro riferimento: Piazza Martiri di Pratolungo

Telefono: +39 06 9615 5192

Facebook: Arte del Dolce – Velletri

Instagram: @artedeldolcevelletri