Pietralata, quartiere in trasformazione: 4 indirizzi che si prendono la scena gastronomica

C’è fermento a Pietralata. Nel quartiere periferico nel quadrante est (Municipio VI) della Capitale, da qualche tempo a questa parte, si è accesa una scena gastronomica vivace, curiosa e ambiziosa.

Ristoranti e pizzerie che si rinnovano e altri che nascono da zero, forni della tradizione e bistrot dell’innovazione. Chiunque, oggi, va a Pietralata può essere certo di trovare ciò che cerca.

Tanti format diversi con una stessa idea in testa: valorizzare la qualità, raccontare il territorio e riportare nel piatto una Roma fatta di prodotti agricoli, ricette di memoria e nuove interpretazioni.

Un laboratorio interessante è oggi Pietralata, che sta svelando una cucina fatta di farine selezionate, ortaggi di produttori locali, ricette di ieri che ritornano oggi.

Maison Lafè

Maison Lafè è una dolce e giovane realtà nata dalla passione e dal talento di due giovani pastry chef, Laura e Federica che hanno fatto dell’arte della pasticceria la loro mission. Creatività, tecnica e tradizione sono alla base di ogni dolce realizzato nella pasticceria di Pietralata. Freschezza dei prodotti, decorazioni raffinate e la giovane creatività e tenacia di Laura e Federica fanno il resto, presentando a chi entra una varietà di prodotti tutt’altro che scontati. Vulcano è uno di questi: impasto brioches sfogliato e glassato, con all’interno crema in due forme (la prima cotta precedentemente insieme alla brioches e la seconda utilizzata come farcitura e finitura). La brioche Vulcano è un’invenzione di Maison Lafè che nasce dal ricordo del cornetto glassato di tanti anni fa, con l’aggiunta del cavallo di battaglia della pasticceria: la crema pasticciera. Tra i fiori all’occhiello della pasticceria di Pietralata anche il maritozzo: qui crema e panna si uniscono in un equilibrio perfetto.

Maison Lafè
Indirizzo: via di Pietralata, 189
Informazioni: info@maisonlafe.it
Instagram: @maisonlafe_pasticceria

Cocta Risto Social Club

Un progetto nato attraverso un finanziamento ottenuto dalla Regione Lazio e dalla Comunità Europea per lo “sviluppo dell’imprenditoria giovanile under 36”. Dall’idea di un giovane imprenditore romano, Jacopo De Sanctis che definisce Cocta come una “super osteria”, un termine con il quale vuole ridisegnare il concetto di osteria, senza preconcetti. In cucina c’è un chef altrettanto giovane, Stefano Garonna, reduce da varie esperienze in cucine di prestigio.

Cocta Risto Social Club si trova in via del Casale Rocchi, 6, nel cuore di Pietralata. Protagonisti del concept sono i “social table”, tavoli sociali che possono ospitare dalle 4 alle 8 persone, dando la possibilità all’ospite di usufruire di diversi punti di cottura differenti. In fase di prenotazione, infatti, il cliente può scegliere una delle cotture disponibili tra la piastra refrattaria (per crostacei o cibi scottati), lo yakiniku (per carni e verdure), la fonduta (per il formaggio), lo shabushabu, l’hotpot e la raclette(versatile con diversi prodotti). In menu spicca la pasta fresca servita con i prodotti di stagione, il Galletto alla Lucia (dal nome della nonna dello chef) per una cucina che sa di innovazione ma che non dimentica la cucina di casa, quella della nonna, appunto, fatta anche di cicoriette e di piatti della tradizione, come l’Amatriciana, ma in una speciale versione dello chef. Birre, vini naturali (prevalentemente laziali) e cocktail completano l’offerta.

Una chicca: ogni domenica dalle 12 alle 15 le proposte dello chef vengono declinate in un brunch con piatti e proposte beverage pensate ad hoc dal Barman. Eggs Benedict, Croque Monsieur, Avocado toast, Pancakes e Waffles sia salati che dolci da farcire a piacimento.

Cocta Risto Social Club
Indirizzo: via del Casale Rocchi, 6
Telefono: 06 8891 2175 – 327 344 8110
Instagram: cocta_ristosocialclub

Panificio Frontoni Alessandro


Tradizione, territorio e futuro di un’attività storica

Ci sono luoghi che non si limitano a servire un quartiere, ma ne custodiscono la memoria. Forni che accendono le luci prima dell’alba, vetrine che raccontano generazioni di mani impastate, profumi che diventano parte del paesaggio urbano. A Pietralata, il Panificio Alessandro Frontoni rappresenta una di queste storie: un presidio quotidiano che affonda le proprie radici nel 1952, quando Attilio Frontoni apre il forno che diventerà un riferimento per il quartiere.

Dai primi anni Duemila, con l’ingresso di Alessandro Frontoni alla guida dell’azienda, il panificio avvia una nuova fase fatta di ricerca, sperimentazione e posizionamento qualitativo: dallo studio dei grani antichi e delle farine alternative alla grande distribuzione, all’introduzione del lievito madre come scelta identitaria, in dialogo con la tradizione della pasta di riporto.

Il riconoscimento come “Attività Storica” non è solo un premio, ma una fotografia di un percorso fatto di continuità, fiducia e presenza costante nel tessuto sociale del quartiere. Un cammino che oggi si traduce in una filiera corta e consapevole, nella scelta di materie prime di alta qualità provenienti da tutta Italia e in un’idea di panificio che è anche spazio gastronomico, laboratorio culturale e punto di incontro.

La storia del Panificio Alessandro Frontoni affonda le radici nel 1952, quando Attilio Frontoni apre il forno che diventerà, negli anni, un punto di riferimento per Pietralata. Un percorso fatto di continuità e presenza quotidiana, che trova una svolta nei primi anni Duemila con l’ingresso di Alessandro Frontoni, quando acquista il panificio da suo padre Agostino segnando l’inizio di una nuova fase orientata alla ricerca sulle materie prime, sulla filiera e sul posizionamento qualitativo dell’azienda.

Da quel momento prende forma un lavoro strutturato sui grani antichi e sulle farine alternative alla grande distribuzione, con l’obiettivo di restituire centralità al valore agricolo e artigianale del pane dei dolci della pizza
Una scelta che si riflette anche nell’introduzione del lievito madre come elemento identitario, in dialogo con la tradizione della pasta di riporto, per costruire un prodotto riconoscibile in termini di gusto, digeribilità e personalità.

Emblema di questa ricerca è il “Pane del Sole”, realizzato con grano duro antico Saragolla Khorasan, coltivato nella Tuscia Viterbese senza l’utilizzo di prodotti chimici e macinato ad Anagni. Un pane che racconta, in modo concreto, la filosofia di Alessandro: filiera corta, identità territoriale e trasparenza verso il cliente.

Il rapporto con il territorio si traduce in una filiera consapevole e condivisa. Alessandro Frontoni lavora in sinergia con
Ora Et Labora Comunione , nella Tuscia, un’ azienda agricola con cui porta avanti progetti sulla coltivazione dei grani antichi e gli uliveti ,coltivati senza l’utilizzo di prodotti chimici, seguendo un approccio esclusivamente naturale.
Negli anni, il panificio ha vissuto un vero e proprio upgrade di format: non solo apertura del negozio, ma creazione di uno spazio cucina che supera il concetto di semplice gastronomia. L’obiettivo è offrire un’esperienza completa, fondata su cura, attenzione e accoglienza del cliente, mantenendo lo stesso standard qualitativo tra forno, pasticceria e proposta salata.

Questa filosofia si riflette anche nella linea dolce: dalla frolla realizzata con farina di grano antico di tenero , ai bignè di San Giuseppe con lo stesso grano tenero, fino alle zeppole con crema e amarene e alla produzione di mignon, che raccontano un’idea di coerenza produttiva tra tradizione e selezione delle materie prime.

A completare l’esperienza in sede c’è anche uno shop interno con pasta trafilata al bronzo a lenta essiccazione realizzata con le stesse farine selezionate e venduta direttamente al pubblico,olio EVO Monocultivar e Blend ,Mirto raccolto a mano preparato con un antica ricetta ,rafforzando il legame tra laboratorio, punto vendita e filiera.

Oggi, la farina ottenuta dalla coltivazione dei grani antichi per realizzare pane, dolci e pasta, insieme all’olio EVO utilizzato per le pizze, le preparazioni della cucina e la vendita al dettaglio e online, sono diventate le materie prime protagoniste della produzionedi Alessandro Frontoni, sintetizzando una visione che unisce agricoltura, laboratorio e punto vendita in un unico racconto di filiera.

Sul fronte digitale, Alessandro ha scelto finora di non essere presente sui social network, privilegiando il rapporto diretto, il passaparola e la relazione fisica con il cliente. Oggi, però, la digitalizzazione rappresenta una priorità strategica di primaria importanza: un passaggio necessario per raccontare in modo strutturato la propria storia, la filiera agricola, il lavoro quotidiano in laboratorio e il legame con il territorio, senza rinunciare all’identità costruita nel tempo.

Il premio di “Attività Storica” sancisce un percorso iniziato nel 1952 con Agostino Frontoni e rilanciato nei primi anni Duemila con una visione che ha messo al centro filiera, grani antichi, lievito madre e relazioni umane. Dalla collaborazione con la Tuscia ai prodotti che viaggiano online e oltreconfine, Alessandro Frontoni dimostra come la tradizione possa diventare una leva contemporanea per costruire identità, fiducia e nuove geografie del gusto.

Panificio Frontoni Alessandro
Indirizzo: via dei Monti di Pietralata 226/B
Telefono: 06 4500244 – WhatsApp: 334 7425870
Facebook: @panificiofrontonialessandro

Pietralata – Pizzeria di Quartiere

Pietralata – Pizzeria di Quartiere: già il nome la dice lunga su questa pizzeria nata nel 2015 nel cuore di Pietralata, appunto. Un locale che vive il quartiere e nel quartiere. In inverno i clienti vengono accolti all’interno, in un ambiente caldo, accogliente e dall’anima industrial, ma è con l’arrivo della bella stagione che la pizzeria può esprimersi al massimo delle sue possibilità, con un giardino urbano piacevole da vivere in coppia, con gli amici, con i bambini anche nelle più afose estati. Anche per questo Pietralata – Pizzeria di Quartiere negli anni è divenuta un punto di aggregazione, una pizzeria senza fronzoli, come quelle di una volta. Una pizza semplice, sì, ma ricercata allo stesso tempo, con una speciale attenzione alle materie prime del territorio. La pizzeria situata in un’ex area industriale sulle rive dell’Aniene, infatti, si distingue per una continua ricerca di materie prime di qualità e cura per la tradizione.

Per l’impasto delle pizze viene utilizzato un blend di farine selezionate e poco raffinate. Lunga lievitazione e forno a legna fanno il resto, rendendo la pizza di Pietralata – Pizzeria di Quartiere, croccante e digeribile. L’attenzione al territorio e ai suoi prodotti resta alta nella pizzeria di periferia: le verdure di stagione utilizzate sono dell’Azienda Agricola Biologica Pizzi, la Porchetta è quella di Cioli 1917, l’olio arriva dalla Sabina ed è di Petrucci (Olivocoltori dal 1600). Tra le pizze che celebrano ed esaltano il territorio, spiccano in menu la “Patate e Porchetta 2.0” con fiordilatte, crema di patate allo zafferano, porchetta d’Ariccia e maionese all’arancia e la pizza “L’orto di Quartiere in stagione” con fiordilatte, crema di zucca, cardoncelli affumicati in BBQ, provolone dei Monti Lattari e prezzemolo.

Pizzeria di Quartiere

Indirizzo: Via di Pietralata 146

Telefono: 06 451 3480
Instagram: @pietralatapizzeria
Facebook: @pietralatapizzeria