Come bakery e caffetterie di nuova generazione stanno cambiando il primo pasto della giornata, soprattutto tra i più giovani. Non più caffè al volo, ma rituale del mattino e piccolo lusso quotidiano

A cura di Fabrizio Corgnati.

Per anni la colazione fuori casa in Italia è stata sinonimo di rapidità: un caffè e un cornetto consumati in piedi, prima di immergersi nella frenesia quotidiana. Un’abitudine ancora diffusa, ma che oggi convive con una tendenza opposta, soprattutto tra i più giovani: la trasformazione del primo pasto della giornata in un momento più lento, da vivere con calma, come spazio di socialità e piccolo piacere quotidiano.

A cambiare non sono solo i ritmi, ma anche l’offerta. Accanto ai grandi classici italiani si sono affermate proposte di respiro internazionale, che includono viennoiserie di ispirazione francese e nordica, ma anche piatti salati. Il confine tra colazione e pranzo si fa sempre più sfumato, dando vita a formule ibride che rendono questo pasto centrale e trasversale, consumato a qualsiasi ora.

In questo contesto si inserisce la crescita di bakery e caffetterie di nuova generazione, spazi curati e difficili da etichettare, a metà tra bar e ristorazione. Qui la colazione si consuma al tavolo, con un’offerta più ampia e uno scontrino medio più alto, ma anche con una maggiore attenzione alla qualità, all’identità e all’esperienza complessiva.

È soprattutto nel weekend che questa trasformazione si esprime pienamente: la colazione diventa un rito, una pausa dalla routine e una forma accessibile e democratica di lusso quotidiano. Un passaggio simbolico (dal bancone al tavolo) che racconta un cambiamento più profondo nel modo di vivere il tempo e il cibo, e che a Roma trova oggi una delle sue espressioni più evidenti.

Bap – Porta Pia

A pochi passi da Porta Pia, Bap è uno dei locali che meglio rappresentano la nuova scena della colazione romana. Nato nel 2024 dall’idea di Giulia Mauceri, Marianna Gallo e dello chef Matteo Anselmi, il progetto unisce caffetteria, cucina e pasticceria in un unico spazio dal respiro internazionale. Non a caso, è fresco vincitore per la miglior viennoiserie contemporanea e specialty coffee all’edizione 2026 del premio Dolce Roma. Qui ogni elemento, dal caffè ai piatti, è pensato con la stessa attenzione, in un ambiente contemporaneo che accompagna il cliente lungo tutta la giornata, dalla colazione alla cena.

Questo indirizzo interpreta il concetto di caffè specialty in modo ampio e contemporaneo, mettendo il caffè al centro di un progetto coerente e trasversale. La selezione di monorigini e blend è curata con grande attenzione, con rotazioni di chicchi di alta qualità (Slayer, Ceado Hero, Panama Geysha Don Elvira, una Tone per il brewing) e un approccio pensato sia per appassionati sia per chi si avvicina per la prima volta a questo mondo, grazie anche a un servizio competente e accessibile. Il caffè diventa così il filo conduttore dell’intera proposta gastronomica, dialogando costantemente con la produzione interna di viennoiserie e dolci. Lievitati raffinati, abbinamenti ricercati e una pasticceria che unisce tecnica e creatività: possiamo citare l’ormai famoso fiocco, o altre creazioni come Sacher suisse, Noirè rosè, pera e mirtilli e così via.

È proprio da questa identità fluida che nasce la scelta di introdurre anche a Roma il brinner, formula che unisce breakfast e dinner e ribalta le convenzioni tradizionali. L’idea è portare in fascia serale piatti tipici del mattino come uova, toast, bagel, pancake, lievitati e altre preparazioni da forno, seguendo una tendenza nata negli Stati Uniti e sempre più diffusa anche in Europa. Da Bap il brinner diventa così un appuntamento ricorrente, con un menu che alterna grandi classici della casa e proposte nuove, affiancate da una drink list dedicata. Più che una semplice novità, è il segnale di un cambiamento più ampio: la colazione smette di avere confini rigidi e si trasforma in un’esperienza libera, capace di adattarsi a momenti e abitudini diverse della giornata.

Indirizzo: Via Raffaele Cadorna 5, Roma
Telefono:
06 2428174

Gastromario – San Giovanni

Nel panorama in evoluzione delle colazioni romane, Gastromario rappresenta uno degli indirizzi più dinamici del quartiere San Giovanni. Nato nel 2021 dall’iniziativa di tre soci (la pasticcera Valentina De Caro, lo chef Francesco D’Agostino e il sommelier Simone Romano) il locale ha saputo imporsi nonostante il contesto iniziale complesso degli anni del Covid, trasformando uno spazio raccolto in un progetto sfaccettato che accompagna il cliente lungo tutta la giornata, dalla colazione fino alla cena, passando per aperitivo e bistrot.

Il mattino è il momento in cui emerge con più forza la personalità del banco, dominato da lievitati e proposte dolci di impronta contemporanea, accanto a influenze francesi ben riconoscibili. Croissant, pain au chocolat, eclair, veneziane e bignè vengono sfornati quotidianamente, insieme a monoporzioni curate nei dettagli e a una selezione che cambia con regolarità. Non mancano anche i dolci da credenza, come le crostate, o le monoporzioni, ad esempio tarte citron, cheesecake o foresta nera. Una vera chicca, praticamente introvabile a Roma, è il kouign-amann, uno sfogliato di origine bretone che viene ripassato più volte nello zucchero, formando un’irresistibile crosticina caramellata e croccante. Ma ciò che racconta davvero il cambiamento della colazione romana è l’apertura al salato: qui i grandi classici vengono reinterpretati, dalle uova ai cornetti farciti. Un consiglio: arrivate presto, perché le scorte finiscono rapidamente.

Gastromario, però, non si esaurisce nella fascia mattutina. A pranzo e a cena entra in gioco una cucina da bistrot con una carta stagionale essenziale ma precisa, accompagnata da una selezione di vini ben costruita. Il banco resta comunque protagonista, sempre ricco di tentazioni tra dolci e preparazioni salate. E con l’avvicinarsi della Pasqua, arriva anche un riconoscimento importante: la loro pastiera è stata premiata come la migliore al Dolce Roma 2026, confermando il ruolo del locale tra i nuovi punti di riferimento della scena gastronomica capitolina.

Indirizzo: Via Voghera 10, Roma
Telefono:
06 79782584

Cantiani – Prati

Nel quartiere Prati, tra indirizzi consolidati e nuove aperture, Cantiani continua a rappresentare un punto di riferimento per la colazione “alla romana”. Per questo motivo ha ricevuto il riconoscimento di attività storica al premio Dolce Roma 2026. Attiva da generazioni e oggi guidata da Riccardo e Roberto, che hanno raccolto il testimone di famiglia, la pasticceria mantiene un’identità fortemente artigianale, fondata su lavorazioni classiche e una selezione attenta delle materie prime. Un’impostazione che, in un contesto sempre più attento e informato, rimane costantemente riconosciuta e premiata dalla clientela.

Gli stessi proprietari ci raccontano come negli ultimi anni è cambiato il modo in cui si guarda alla colazione: i clienti hanno sviluppato maggiore consapevolezza e capacità di riconoscere la qualità, anche grazie alla diffusione di contenuti sui social e in televisione. Questo si traduce in nuove richieste (dall’integrale al vegano, spesso legate a un’attenzione crescente alla salute) ma anche in un ampliamento delle abitudini, con una domanda sempre più forte di proposte salate come cornetti farciti, toast e pizzette di sfoglia. Allo stesso tempo, come in ogni ambito del consumo, emergono tendenze altalenanti: cala l’interesse per il tradizionale maritozzo e per le farciture al pistacchio, mentre cresce quello per il saccottino al cioccolato.

Accanto alla proposta quotidiana, Cantiani si distingue anche per i grandi lievitati delle feste, diventati negli anni un vero punto di forza. In particolare la colomba, prodotta interamente in casa con lievito madre secondo disciplinare, nasce dal recupero della ricetta originale del fondatore (il bisnonno), attualizzata negli ingredienti. Se inizialmente le varianti erano solo due, oggi la gamma si è ampliata fino a cinque gusti, includendo anche fragoline e cioccolato bianco, pistacchio, integrale amarena e fondente: un esempio concreto di come tradizione e innovazione possano convivere anche nel rito, sempre più evoluto, della colazione.

Indirizzo: Via Cola di Rienzo 234, Roma
Telefono:
06 6874164

Dolcemascolo – Prati

Aperta nel dicembre 2023, Dolcemascolo ha portato a Roma l’esperienza maturata nella sede originaria di Frosinone, imponendosi in breve tempo per la qualità rigorosa dell’offerta, la freschezza quotidiana dei prodotti e la selezione attenta delle materie prime. Dietro ai piccoli lievitati da colazione c’è un lavoro strutturato e tutt’altro che improvvisato: gli impasti vengono realizzati a Frosinone dal pasticcere Matteo Dolcemascolo, mentre lievitazione, cottura e farcitura avvengono nel laboratorio sotto il punto vendita romano. «Un processo che richiede tempo, organizzazione e precisione, guidato da due principi chiari: qualità e pulizia», come sottolinea il direttore Felice Giudice, che coordina anche il comparto commerciale insieme a Simone Dolcemascolo.

In un contesto cittadino sempre più orientato verso viennoiserie di stampo francese o nord europeo e prodotti spettacolari pensati per i social, Dolcemascolo ha scelto una strada diversa: concentrarsi sui lievitati tradizionali nostrani, rendendoli riconoscibili, equilibrati e adatti a un consumo quotidiano. Questa scelta è valsa loro la vittoria per la miglior colazione italiana al premio Dolce Roma 2026. «L’attenzione alla sostenibilità si traduce non solo nella gestione delle risorse, tra stagionalità e riduzione degli sprechi, ma anche in un’offerta pensata per il cliente, con prodotti accessibili, digeribili e non eccessivamente carichi di zuccheri o grassi», prosegue Felice. Il cornetto e il fagottino all’albicocca vegani, a base di burro di cacao e un’emulsione di oli vegetali, sono il risultato di anni di ricerca e si distinguono per leggerezza e gusto, tanto da essere spesso indistinguibili al palato dalle versioni tradizionali. Nel tempo la gamma si è poi ampliata con altre proposte, tra cui il ciambellone, il pain au chocolat e l’intrecciato arricchito con fragoline selezionate da un piccolo agricoltore ai piedi dei monti Aurunci.

Accanto alla proposta dolce, cresce anche la cosiddetta “colazione contadina”, un’offerta salata che valorizza il legame diretto con fornitori locali: uova da allevamenti a terra, carciofi di stagione, salumi e formaggi della Ciociaria diventano protagonisti di piatti semplici ma curati, così come di rivisitazioni di classici internazionali reinterpretati in chiave locale: dal croque monsieur e madame al toast, in una versione inedita con cacio di bufala. Il tutto accompagnato da un lavoro attento anche sul caffè, con selezioni di monorigini e diverse tecniche di estrazione. In questo periodo pasquale emergono infine i dolci delle feste, a partire dalla colomba firmata Matteo Dolcemascolo, proposta in sei varianti di gusto (classica, cioccolato, pistacchio, cioccolato e pere, cioccolato e lampone e frutti di bosco) e prodotta in ottomila pezzi, utilizzando solo canditi da frutta selezionata e lavorata in casa. Non mancano altre specialità come la pastiera ciociara, caratterizzata dal farro al posto del grano nella farcitura, e il casatiello, entrambi realizzati con ingredienti del territorio e una forte identità artigianale.

Indirizzo: Viale Mazzini 84, Roma
Telefono:
06 89118542

La Via del Tè – Prati

Nel racconto di una colazione che cambia ritmo e significato, l’arrivo de La Via del Tè a Roma segna un passaggio interessante: quello da consumo veloce a rituale consapevole. La storica maison fiorentina ha inaugurato il 28 febbraio la sua prima boutique romana in via Cola di Rienzo, nel quartiere Prati, dopo un primo approdo con un corner alla Rinascente di piazza Fiume. Lo spazio, dominato dal verde celadon e decorato con richiami alla Camellia sinensis, è pensato come un luogo di scoperta e lentezza, dove l’acquisto diventa esperienza e invita a ripensare anche il momento della colazione.

Qui il tè non si consuma in loco, ma si sceglie e si porta a casa: oltre 212 varietà tra tè e infusioni, foglie sfuse, linee in filtro e accessori costruiscono un’offerta ampia e trasversale, coerente con la storia dell’azienda, fondata nel 1961 dalla famiglia Carrai e cresciuta mantenendo una forte attenzione alla qualità delle materie prime selezionate tra Cina, Nepal, Tailandia e Kenya, utilizzando solo la parte migliore della pianta: la prima gemma e le foglioline apicali. Un approccio che restituisce al tè una complessità aromatica paragonabile a quella del vino. Come racconta Sara, sommelier del tè nello store romano, questa bevanda si inserisce perfettamente in una nuova abitudine mattutina che richiede tempo: quello dell’infusione, certo, ma anche quello dell’ascolto dei profumi e dei sapori.

A sottolineare il legame con il territorio, la boutique romana lancia anche una miscela inedita, che ha da pochi giorni ricevuto il premio Dolce Roma 2026, e dedicata al maritozzo: il nome è, appunto, quello della città eterna e si tratta un tè oolong arricchito con scorza d’arancia, fiordaliso, cartamo e calendula, capace di evocare con precisione i profumi del dolce simbolo della tradizione cittadina, così come già avvenuto con i blend dedicati al panettone a Milano e al gianduiotto a Torino. Un dettaglio che racconta bene la direzione intrapresa: una colazione sempre più esperienziale, che unisce memoria locale e nuove abitudini, trasformando un gesto quotidiano in un piccolo rituale.

Indirizzo: Via Cola di Rienzo 276, Roma
Telefono:
06 32460078

PensavoPeggio – Piazza Bologna

Tra i protagonisti della nuova colazione romana non possiamo non citare PensavoPeggio, il progetto di Antonio Martino, 33enne calabrese autodidatta con una passione viscerale per i prodotti da forno. Il locale si definisce una cornetteria artigianale ma moderna – non a caso all’esterno campeggia la provocatoria scritta «il cornetto più buono del mondo» – ma dietro all’ironia c’è un lavoro rigoroso sulle materie prime e sulle tecniche: lievito madre, farine non raffinate e burro di Normandia sono la base di un impasto che guarda alla tradizione francese del croissant, reinterpretata però con sensibilità e ingredienti italiani. Il risultato è una sfoglia estremamente bilanciata, croccante all’esterno e leggera all’interno, senza eccessi di dolcezza o di grasso. Antonio è riuscito talmente bene a padroneggiare la tradizione transalpina che negli anni è stato addirittura chiamato per alcune consulenze in Francia.

Il riconoscimento più recente è arrivato con il premio DolceRoma 2026, che lo ha incoronato come miglior pasticceria pop, sottolineando una visione precisa: trasformare la cornetteria in un luogo trasversale, capace di accompagnare l’intera giornata. Da PensavoPeggio si può infatti fare colazione, ma anche pranzare e cenare mangiando bene, con una proposta sorprendentemente ampia, che conta quasi 60 farciture. Accanto ai grandi classici dolci – merita una menzione la semplice crema pasticcera, intensa e profumata di vaniglia del Madagascar e soprattutto di uova fresche – convivono versioni salate che diventano veri e propri piatti: carpacci di manzo, brasati di maiale, uova poché o persino salumeria di mare, tutti preparati internamente e cotti a bassa temperatura per garantire sostenibilità, riduzione degli sprechi e massima sicurezza alimentare. Il tutto racchiuso in un cornetto che resta ricco ma mai pesante.

La storia di PensavoPeggio parte da Praia a Mare, dove il progetto nasce dieci anni fa e ottiene rapidamente successo, prima dello sbarco nella Capitale, con l’intenzione di fare un salto in avanti sulla professionalità. Dopo una prima apertura in zona Farnesina, è arrivato il secondo locale di piazza Bologna, cuore universitario della città: una scelta strategica per intercettare un pubblico giovane. «Voglio attirare i ragazzi con le farciture più golose e invitanti, per poi far loro scoprire l’importanza della qualità», spiega Martino. Un approccio che sembra funzionare, tanto che il format è già in espansione, pronto a conquistare altri quartieri e a ridefinire sempre più il concetto stesso di colazione a Roma.

Indirizzo: Viale delle Provincie 32, Roma
Telefono:
324 9073274

Libera Pasticceria – Appio Latino

Libera Pasticceria ribalta uno dei pregiudizi più duri a morire: quello secondo cui i dolci vegani sarebbero necessariamente un compromesso al ribasso. Qui, invece, la pasticceria plant-based diventa terreno di ricerca e piacere, con risultati che puntano dritti a consistenze, equilibrio e golosità. In vetrina compaiono maritozzi, croissant, tartellette e monoporzioni che, all’assaggio, non fanno rimpiangere le versioni tradizionali, pur essendo realizzati senza burro, uova o latticini. Un approccio inclusivo, pensato tanto per chi segue un’alimentazione vegetale quanto per chi ha intolleranze, ma capace di conquistare anche il pubblico più scettico.

Il progetto porta la firma di Ani Misha e Marco Michelini, e nasce proprio con l’idea di rendere la pasticceria “libera” da vincoli, senza rinunciare alla qualità tecnica. Le ricette lavorano su bilanciamenti precisi e materie prime selezionate, di origine vegetale, per ottenere dolci strutturati e appaganti. La proposta segue anche la stagionalità, con una vetrina che cambia nel tempo e si adatta ai gusti della clientela, mantenendo sempre un livello alto e una forte identità contemporanea.

Accanto ai dolci, la caffetteria gioca un ruolo fondamentale e contribuisce a definire l’esperienza. La selezione propone un percorso che parte da un espresso più “leggibile”, con note di nocciola e cacao, per arrivare progressivamente a monorigini da paesi come Colombia, Etiopia o Santo Domingo, fino a linee dedicate come la “Women selection”. Non mancano metodi di estrazione alternativi (dal V60 alla French Press, fino al cold brew) pensati per accompagnare i diversi momenti della giornata. Il tutto è supportato da una macchina come la RS1 di Rancilio, che permette di modulare con precisione l’estrazione e valorizzare ogni chicco. In un ambiente accogliente ricavato da un ex autolavaggio, Libera costruisce così una colazione contemporanea che unisce consapevolezza, tecnica e piacere, dimostrando che anche il vegetale può essere sorprendentemente goloso. Un risultato che gli è valso la palma per la miglior colazione inclusiva al premio Dolce Roma 2026.

Indirizzo: Via Luigi Tosti 54, Roma
Telefono:
06 90537554

Belloverde – Vigne Nuove

Belloverde merita una citazione particolare per la sua forte componente “instagrammabile”. Tra angoli curati, dettagli botanici e una luce naturale che valorizza ogni scorcio, il locale si inserisce perfettamente nel nuovo immaginario visivo che accompagna il rito della colazione. Nato dall’intuizione di Dario Montano, professionista del verde, il progetto prende forma come un’iniziativa familiare in cui natura e cucina si fondono con coerenza. Insieme alla moglie Giulia e alla figlia Sofia, coinvolta attivamente nella gestione, Montano ha dato vita a uno spazio che conserva un’atmosfera domestica ma si esprime attraverso una proposta gastronomica attuale e consapevole.

La scelta della location racconta molto dell’identità del posto: l’ex vivaio D’Antoni Garden, nel quadrante di Vigne Nuove, diventa qui molto più di una semplice cornice. Gli oltre mille metri quadrati, tra ambienti interni ed esterni, accolgono gli ospiti in un contesto in cui piante, fiori e alberi da frutto sono parte integrante dell’esperienza. Tra arredi caldi, materiali naturali e scorci verdi, la sensazione è quella di una pausa sospesa, una sorta di rifugio urbano dove il tempo rallenta e la colazione si trasforma in un piccolo rituale quotidiano.

In questo scenario, anche il primo pasto della giornata cambia ritmo e significato. Fin dalle prime ore del mattino, il banco si riempie di preparazioni artigianali: torte, biscotti, crostate e monoporzioni, pensate per accompagnare caffetteria classica, estratti o infusi. La possibilità di sedersi all’aperto, immersi nel verde pur restando in città, rafforza l’idea di una colazione come esperienza completa: non più soltanto veloce e funzionale, ma lenta, curata e profondamente legata all’ambiente che la ospita.

Se la colazione è un rituale intimo, il brunch da Belloverde rappresenta il momento in cui la cucina esprime tutta la sua creatività. Il menu del fine settimana evolve verso una dimensione internazionale, senza però perdere il contatto con la stagionalità degli ingredienti. Protagoniste indiscusse sono le uova, come le classiche Benedict con salsa olandese fatta in casa o le più rustiche uova al tegamino accompagnate da verdure di stagione. Non mancano gli onnipresenti pancake, sia dolci che salati, e i toast generosi (come l’immancabile avocado toast) che diventano i soggetti preferiti per gli scatti social degli ospiti. A rendere l’esperienza distintiva è l’abbinamento con le bevande: oltre agli estratti freschi, il brunch invita a una convivialità più lenta, magari sorseggiando un calice di vino naturale o una birra artigianale, avvolti dalla quiete del vivaio, una vera e propria scampagnata urbana.

Indirizzo: Via delle Vigne Nuove 250, Roma
Telefono:
06 88793989