Cinque ristoranti imperdibili sul litorale Laziale

La selezione di GustoLazio degli indirizzi che raccontano l’evoluzione della cucina di mare, tra bistrot contemporanei e insegne d’autore.

la spiaggia del Controvento

Di Leonardo Samarelli

Siamo alle porte della stagione estiva e il litorale romano si trasforma nella seconda casa di molti, un rifugio dal caos cittadino e luogo di ritrovo il sabato e la domenica. Spaghetti alle vongole, fritture di calamari, sauté di cozze e crudités diventano il vocabolario gastronomico preferito dei romani, onnipresenti nei menu dei ristoranti di pesce locali. Ma ci sono diversi indirizzi che insieme a questi grandi classici propongono ricette meno scontate e più intriganti, connesse agli ingredienti della regione e alla creatività degli chef. Scopriamo le insegne del litorale che valgono il viaggio, o meglio, quelle che meritano l’uscire da Roma e sfidare il traffico dell’Aurelia o della Via del Mare. 

Ristorante Borgo San Giorgio

Dopo una carriera costruita all’Osteria del Borgo a Cesano e all’Osteria di Maccarese, lo chef Stefano Gismundi ha realizzato il sogno di aprire un ristorante dedito al pesce, Borgo San Giorgio. La location si trova al piano superiore dell’Osteria di Maccarese tra le mura del Castello di San Giorgio, dove due ex appartamenti si sono trasformati in un luogo esteticamente suggestivo. Tavoli in legno, bottiglie a vista – circa 300 le etichette in carta con diverse pagine dedicati ai vini delle “isole minori” –, e un’atmosfera che fa dimenticare l’assenza del mare, protagonista prorompente della tavola. Stefano Gismundi ha ideato un menu in cui la materia prima iodata arriva quotidianamente dalle aste di Fiumicino e Civitavecchia, mentre la campagna di Maccarese funge da dispensa per frutta e verdura. Gli antipasti si dividono tra una buona selezione di cotti e crudi, tra cui il notevole Carpaccio di muggine con bottarga di Orbetello. Eccezionale il Fieno di Maccarese (pasta lunga all’uovo tagliata finissima) al ragù di quattro pesci e terminata con finocchietto selvatico, una ricetta complessa e studiata dallo chef per un anno. Ma i richiami al territorio si trovano anche nei dolci tra cui il Gelato artigianale alle mandorle di Maccarese e pinoli di Fregene, per una cucina gioiosa ed originale, impreziosita dal lavoro in sala di Mattia, figlio appassionato di Stefano.

Ristorante Borgo San Giorgio, Via dei Pastori 30, Maccarese (RM), instagram.com/borgosangiorgiomaccarese

i piatti di ristorante Borgo San Giorgio

Controvento

Ci spostiamo sul litorale preferito dal versante Nord di Roma, Fregene, dove incastonato tra le case della zona del Villaggio dei Pescatori, il Controvento è un lido sicuro per gli appassionati di cibo. Il lungo bancone del bar è sia il biglietto da visita per gli ospiti dello stabilimento che l’incipit del ristorante guidato da Daniele Iubei, chef locale che proprio al Controvento ha iniziato la sua carriera. Ci è tornato più forte e consapevole nel 2019, con l’obiettivo di trasformare il ristorante in un luogo dove trovare una cucina di mare non scontata, magari con qualche guizzo al sapore di Perù, nazione in cui Daniele ha vissuto qualche mese seguendo la moglie nella sua terra natale. Ecco allora in menu piatti come Causa de polpo (Purea di patate agrumata e piccante, maionese, olive e polpo) e Ceviche di ombrina, divertenti antipasti con cui conoscere la mano del cuoco, sempre attento ad accompagnare il pesce con ingredienti e salse che esaltino la qualità della materia prima. Goloso il Mezzo pacchero con ricciola, capperi, pinoli e burro al limone, estroso lo Sgombro marinato con chimichurri e asparagi grigliati provenienti dall’orto di Santa Lucia Maccarese, altra realtà in zona appartenente alla stessa proprietà. 

Controvento, Via Silvi Marina 37/C, Fregene (RM),  controventofregene.com

Hummus di ceci e Gambero Rosso del Controvento

Osteria dell’Orologio

Via della Torre Clementina a Fiumicino è diventata nel tempo non più solo la via marittima dove trovare i pescherecci, ma anche una strada dove recarsi per mangiare una cucina iodata pregevole. E tra i testimoni più longevi del successo gastronomico della cittadina c’è l’Osteria dell’Orologio, un piccolo ristorante guidato dai coniugi Marco Claroni e Gerarda Fine, chef e maître dell’insegna che focalizza l’attenzione sulla macelleria di mare. Salumi, bottarghe e stagionati che esaltano il pescato locale, un lavoro minuzioso di Marco che nella sua filosofia non contempla gli scarti alimentari. Tra le portate più evocative di questa forma mentis i Collari e pinne alla cacciatora, il Lustrino affumicato con pil pil di fasolari e asparagi e i Tonnarelli all’amatriciana di tonno, piatto simbolo dell’Osteria. Ci sono anche tre menu degustazione che raccontano la bravura dello chef: noi consigliamo di provare quello dedicato al tonno, un percorso che indaga e svela assaggi inediti provenienti da ogni parte del pesce in questione. L’indirizzo vale la visita anche per la cantina, gestita con grande classe da Gerarda tra Champagne, vitigni internazionali e tantissima Italia, con una sezione dedicata ai distillati.

Osteria dell’Orologio, Via della Torre Clementina 114, Fiumicino (RM), osteriadellorologio.net

266 La Barraca

Ci troviamo nel litorale Sud, precisamente a Torvajanica dove dal 2020 la famiglia Morlè racconta la sua idea di mare tra stabilimento, ristorante e camere, ultima novità del 2026. La cucina di 266 La Barraca è il regno di Pietro Morlè, mentre in sala ci sono la moglie e il figlio Mario. Entrambi gestiscono una cantina di oltre 150 etichette tra referenze regionali e vini galiziani in virtù delle origini della mamma, ma la tradizione della regione spagnola è presente anche tra i piatti, come dimostra il Riso Atlantico (Riso in padella con crostacei, calamari, alioli ed erba cipollina) o le tapas tra gli antipasti. Altro elemento chiave della filosofia della Barraca è il “no waste”, connesso a ricordi d’infanzia dello chef e a prodotti che raccontano il meglio di questa porzione del territorio laziale. L’esempio simbolo di questo approccio è la Lisca di pesce, cotta alla piastra e servita con purè di patate e cicoria, mentre per testare l’eleganza di del cuoco sono intriganti i Capellini con aglio “disinnescato”, acqua di pomodoro, caviale e scampo crudo. 

266 La Barraca, Lungomare delle Meduse 266, Pomezia (RM), 266labarraca.com

Lisca di pesce della Barraca

Osteria Landi

Nato come enoteca nel 2017, nel 2024 il progetto si trasforma in Osteria Landi viste le abilità ai fornelli di Claudio Prossomariti, chef poco più che trentenne con un passato nella brigata stellata de Il Tino a Fiumicino. L’indirizzo si trova nell’isola pedonale di Ostia a pochi minuti dal lungomare, un luogo sia di passaggio sia dove intrattenersi per un pranzo conviviale con piatti che parlano il linguaggio più sincero del mare. Una formula bistrot con poche portate in carta e una lavagna con le proposte del giorno, da accompagnare alla selezione dinamica e artigianale del sommelier e co-proprietario Emanuele Landi, il quale impreziosisce la carta dei vini con simboli che indicano il metodo di vinificazione. Da provare il Cocktail di mazzancolle alla brace così come la Calamarata al ragù bianco di seppie, porro e salvia, per un menu che porta in tavola solo pescato di stagione e ricette che descrivono le potenzialità e il sapore del nostro mare. Il plus? La tecnica di Claudio e l’accoglienza di Emanuele.

Osteria Landi, Via Claudio 28, Lido di Ostia (RM), osterialandi.it/index.ht

uno dei piatti di Osteria Landi